Autunno, la stagione dei colori più belli

 In Storie e impressioni

Arriva l’Autunno e puntualmente arrivano le solite frasi: Tu non sei normale! Ma chi te lo fa fare! Fa freddo al mattino, stai a casa che è meglio! Quante volte le ho sentite! E quante volte ho cercato di far capire che per me questo è il periodo migliore per andare in bici! Proverò a spiegare la cosa a chi in bici in questo periodo non ci va e anche a me stesso raccontando(mi) una delle ultime giornate passate pedalando.

 

La sveglia dovrebbe suonare alle 6:00, ma ho già gli occhi aperti. Aspetto questo momento da tutta la settimana. Adesso che è arrivato però è difficile uscire dal letto caldo. Fa freddo, sono sicuro. Fuori è ancora buio. Potrei stare a letto ancora un’oretta, ma nel pomeriggio ho da fare con la famiglia e se voglio concludere il giro che mi sono prefissato devo partire per le 7:00. Spengo la sveglia e mi alzo. Fa freddo ed è notte. I soliti rituali. Il bagno, la colazione, uno sguardo al computer mentre mangio. Osservo la roba preparata la sera prima e scaccio gli ultimi dubbi sull’abbigliamento. Fa freddo ed è buio, ma sta schiarendo. Mi vesto ed esco.

Il lungomare è spettacolare adesso. Il sole non è ancora sorto ma già i suoi raggi arrivano, tinti di un rosso tipico delle migliori aspettative. Ho freddo, ma devo resistere. Il caldo arriverà. Pochissime auto. Qualcuno corre a piedi, rubando un’ora di vita alla società opprimente. Mi sento un privilegiato: io ne ruberò 7 o 8 oggi!

partenza all'alba dal mare

La partenza alle prime luci dell’alba dal mare

Pedalo piano, l’aria fredda mi fa lacrimare gli occhi. Passa qualche auto alla velocità tipica di chi pensa che per le strade ancora non ci sia nessuno. Spero che il fanalino dietro mi renda visibile. Presto lascio la costa e mi dirigo verso le colline. Strade secondarie, le mie preferite. Mi piace il silenzio e la tranquillità che esse mi infondono. Adesso però c’è qualcosa di inquietante. Il sole non è ancora alto e la sensazione è quella che un mondo, quello notturno, sommesso e timido, stia morendo per far posto al prepotente ed arrogante universo diurno con tutte le sue frenetiche attività. Mi sento un po’ in colpa visto che anche io ne faccio parte.

Sono sul fondovalle adesso. Qui fa veramente freddo e non riesco a scaldarmi. Vedo le cime delle colline già illuminate dai raggi del sole e questo mi da’ speranza. Alla fine la luce e con essa il calore della nostra stella gialla arriva anche a me. E’ sempre sorprendente sentire con quale rapidità ed efficienza possano riscaldare questi raggi solari obliqui del mattino. Anche la mia ombra al bordo della strada sembra una presenza rassicurante.

sole mattino

Finalmente arriva il sole nella valle

ombra mattino

Le montagne spiccano in lontananza con un colore rossastro. I Sibillini, in particolare la Sibilla, la mia preferita, mi aspettano. Tra qualche settimana probabilmente queste meravigliose montagne avranno le cime imbiancate e le colline assumeranno i colori spenti dell’Inverno. Ora però siamo in Autunno e i colori esplodono in mille sfumature di giallo e oro, esaltati dalla luce del mattino. La maggior parte delle persone che conosco ama l’Estate o la Primavera, qualcuno l’Inverno. Io preferisco l’Autunno e i suoi meravigliosi colori che contrastano con la malinconia delle foglie che cadono e della vita che si addormenta.

sibillini in autunno

I Sibillini si colorano di rosso con la luce del mattino

colori di autunno

I meravigliosi colori dell’Autunno esplodono nel Sole del mattino

Mi perdo in questo fantasticare tra le colline e mi avvicino pian piano alle pendici dei Monti Azzurri. Arrivo ad Amandola, prendo per Montefortino, giro a destra e poi a sinistra verso l’Infernaccio. Finalmente sono sulla mia salita, quella per Isola San Biagio, nel silenzio totale. La giornata è splendida, soleggiata, la temperatura è diventata gradevole. Vado su piano, senza forzare, godendomi ogni pedalata e osservando il panorama che si apre sempre di più.

bivio isola san biagio

Il bivio per Rubbiano e Isola San Biagio

Supero il tratto più difficile e mi fermo. Il sole è alto adesso. Il silenzio domina incontrastato mentre osservo la moltitudine di colline e il mare oramai lontano, all’orizzonte, da cui sono partito all’alba, a cui tornerò nel giro di qualche ora. I brividi di freddo sono un tenue ricordo adesso. Un rapace mi osserva volteggiando. E’ strano, ma in qualche modo provo la stessa sensazione di questa mattina, quando facevo fatica ad uscire dalle coperte. Si sta bene qui. Non posso fare a meno di considerare questo momento una sorta di premio per la fatica fatta e quella ancora da fare.

panorama dai sibillini

La vista sulle colline con il mare all’orizzonte

fonte isola san biagio

La fonte di Isola San Biagio

Scendo a Montemonaco. Stanno preparando la Sagra Mercato della Castagna, un simbolo dell’Autunno. La mente torna a un anno fa, quando passai di qua esattamente nelle stesse condizioni. Era il 29 Ottobre e la vita stava ripartendo, con mia grande gioia. Non potevo sapere che il giorno dopo si sarebbe scatenato l’inferno del terremoto più forte. Scaccio il pensiero. Ancora una discesa verso Montefortino. Una sosta al bar, un cappuccino, una breve chiacchierata col gestore che non vedo da un po’ e riparto voltandomi solo un attimo verso le montagne per salutarle.

montemonaco autunno

Montemonaco si prepara per la festa della castagna in Autunno

sibillini da montefortino

Lo spettacolo dei Sibillini da Montefortino

Il ritorno al mare è comunque piacevole. Pedalo attraverso le colline ora soleggiate e calde. I borghi si succedono, come le salite e le discese. Sento la fatica accumulata, ma vedo il mare che si fa sempre più vicino e mi sembra quasi di sentire il suo profumo e la sua voce. Ma qual era l’obbiettivo del giro? Il momento vissuto sulla montagna? La bella discesa verso Montefortino? La colazione al bar? La quantità di chilometri fatti? E’ difficile dirlo. Probabilmente ancora una volta la meta del viaggio si identifica con il viaggio stesso. Il piacere del pedalare attraverso i luoghi del cuore lascia lo spazio alla dolce malinconia del ritorno a casa, proprio come la vitalità dei colori accesi dell’Estate lascia spazio alle sfumature giallastre delle foglie che cadono dell’Autunno.

ritorno al mare

Gli ultimi chilometri verso il mare

La salita affrontata, una delle mie preferite, è descritta in  Altimetria Isola San Biagio da Montefortino.

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