I borghi fermani e le strade bianche

 In Itinerari gravel

I borghi fermani e il loro territorio in un itinerario cicloturistico con caratteristiche adatte alla gravel. Affronteremo, oltre alle solite strade asfaltate, ma poco trafficate, anche le tipiche strade bianche, gli sterrati di campagna e i sanpietrini dei centri storici. Il percorso è decisamente impegnativo, con veri e propri “muri” al 20% e discese che richiedono estrema attenzione. La fatica sarà grande, ma altrettanto grande sarà la soddisfazione nell’arrivare alla fine.

 

Tabella riassuntiva del percorso
Lunghezza 72,2 km
Aumento di quota stimato    che significa? 1800 m
Quota minima 1 m
Quota massima 392 m
Pendenza massima 20%
Tabella chilometrica  tabella
Salite principali  
Altidona da Fosso San Biagio  altimetria
Moresco da Contrada Castelletta   altimetria
Contrada Eschito dall’Ete Vivo  altimetria
Monte Giberto dall’Ete Vivo  altimetria
Poggio Mileto da Torchiaro  altimetria

 

profilo altimetrico Borghi fermani versione gravel

 

Come per il percorso su strada Borghi fermani: pedalare tra natura e storia, si parte dal bar di fronte alla Chiesa di Santa Maria a Mare, in territorio di Fermo, presso il casello autostradale. I primi chilometri, quasi cinque, sono di riscaldamento, lungo la SS16, che in questa zona è abbastanza larga da non essere pericolosa. Comunque questo sarà l’unico segmento veramente trafficato che affronteremo oggi. Al bivio per Lapedona giriamo a destra e subito ci infiliamo a sinistra, sotto il ponte dell’autostrada, dove superiamo agevolmente il Fosso San Biagio.

fosso san biagio

Il passaggio sul Fosso San Biagio presso il ponte dell’autostrada A14

Iniziamo così l’ascesa verso Altidona. La salita si fa subito durissima dopo il Camping Mirage. Le rampe al 20% sono veramente sfinenti. La sede stradale è asfaltata e stretta e non fa sconti. La fatica è grande, ma dura poco. La strada spiana un po’ e diventa piacevole e panoramica, con uno steccato sulla sinistra che la rende più bella.

rampa presso contrada san biagio

La strada si inerpica con rampe oltre il 20%

altimetria salita Altidona da Fosso San Biagio

strada verso case verdecchia

Dopo le prime rampe la strada diventa piacevole e panoramica

Arriviamo ad Altidona. Diamo un’occhiata al primo dei borghi fermani e ci gettiamo a destra per Saltereccio. La strada è brecciata, perfetta per la gravel. Arriviamo nel bosco e i sassi lasciano il posto alle foglie secche e al fango. La strada bianca che ci conduce nuovamente all’asfalto è molto impegnativa. Quasi un chilometro con pendenza media di poco superiore al 10%, con una punta al 18%. La discesa asfaltata e una fonte sulla destra ci appaiono come una salvezza.

Fonte presso Saltareccio

Fonte presso Saltareccio

Ricominciamo a salire dolcemente lungo la SP2, ma dopo poco ci buttiamo a sinistra per una brecciata che ci porta sotto Moresco. Il bellissimo centro storico, uno dei borghi fermani più belli, appare davanti a noi con dietro lo sfondo dei Sibillini. Inizia la salita, abbastanza dolce finché su strada bianca. Riprendiamo l’asfalto poco prima della bella Santa Maria dell’Olmo e la pendenza aumenta considerevolmente, fino all’11%.

altimetria salita moresco da castelletta

moresco

Appare il borgo di Moresco con lo sfondo dei Sibillini innevati

moresco e la torre eptagonale

Il bellissimo borgo di Moresco, con la sua torre eptagonale

Svalichiamo e scendiamo sotto Monterubbiano per la Contrada Pozzetto, dove ci godiamo il panorama sulla vallata dell’Aso. Ci dirigiamo quindi verso Petritoli. Attraversiamo questo meraviglioso borgo pedalando sui sanpietrini del suo centro storico, dove possiamo concederci una sosta al bar del paese.

contrada molino monterubbiano

La strada presso Contrada Pozzetto di Monterubbiano

petritoli borghi fermani

La vista spettacolare che si apre arrivando a Petritoli

Una discesa e poi una leggera salita, che sarebbe più opportuno definire falsopiano, ci conducono al piccolo borgo di Monte Vidon Combatte. Una foto, una sosta alla fontana e poi giù verso Collina Nuova e poi ancora un tratto pianeggiante.

monte vidon combatte

Il caratteristico borgo di Monte Vidon Combatte

Prima di Montottone ci buttiamo a destra per una stradina mista brecciata/sterrata che porta alla Fonte Magna, con lavatoio, che ha conosciuto sicuramente giorni migliori, ma che ha ancora quel fascino che io trovo irresistibile. Un tempo, quando le case nelle campagne non avevano ancora l’acqua corrente, queste fonti avevano una grande importanza per la società contadina. Qui si andava a prendere l’acqua tutti i giorni, facendo chilometri a piedi, e qui si andava a lavare i panni tutti insieme, facendo conversazione. Ogni volta che trovo una di queste fonti mi fermo a contemplare con una certa tristezza l’attuale desolazione, immaginando come doveva essere affollata nel passato dei nostri nonni.

strada fonte megna di montottone

La stradina per Fonte Magna sotto Montottone

Fonte Magna di Montottone

Fonte Magna di Montottone

Ritorniamo all’asfalto della SP61 e ci infiliamo in Via San Pietro Martire. Scendendo apprezziamo la vista di Montottone. A un certo punto la strada diventa brecciata. Questa strada bianca e larga costeggia il Fosso Rivo fino al Fiume Ete Vivo.  Chi non se la sente di affrontare la variante di Monsampietro Morico, molto impegnativa sia nella salita che nella discesa, può tranquillamente proseguire e riprendere l’itinerario più avanti. Noi prendiamo a sinistra una salita brecciata molto dura, che diventa poi asfaltata arrivando alle porte di Monsampietro Morico, presso la Chiesa di Santa Maria del Carmine. Scendiamo per qualche centinaio di metri su asfalto, poi ci buttiamo a destra per una stradina sterrata che ci riporta sulla brecciata del Fosso Rivo. La pendenza è superiore al 21% e il fondo è di terra ed erba, per cui scendere può essere molto impegnativo e richiede molta attenzione.

montottone

Il borgo di Montottone dalla panoramica via San Pietro Martire

discesa sterrata da monsampietro morico verso fosso rivo

Si scende su sterrato ripido da Monsampietro Morico verso il Fosso Rivo

Riprendiamo la brecciata del  Fosso Rivo e ci dirigiamo verso la Val d’Ete. Poco prima di raggiungerla giriamo a destra e affrontiamo la salita impegnativa della Contrada Eschito. L’ultima metà dell’ascesa è asfaltata, così come la bella discesa verso l’Ete Vivo.

altimetria salita contrada Eschito da Ete Vivo

La salita verso Monte Giberto è completamente asfaltata e non presenta grosse difficoltà. Ci fermiamo alla fontana del paese e proseguiamo, con un tratto di saliscendi, verso Moregnano. Una breve visita ad uno dei più piccoli borghi fermani e poi la discesa panoramica per Torchiaro.

altimetria salita monte giberto da ete vivo

moregnano

Il bel borgo di Moregnano

Si continua a scendere sull’asfalto dissestato che si insinua nel bosco. Arrivati al fosso affrontiamo la durissima salita di Poggio Mileto. Completamente su strada bianca, questa salita è lunga quasi due chilometri e presenta una pendenza media superiore al 10%. A questo punto della giornata, con una certa fatica accumulata nelle gambe, l’ascesa sembra veramente interminabile. Presso il GPM di Poggio Mileto finalmente la sofferenza finisce e si può tirare il fiato fino alla SP56, dove si riprende a salire verso Monterubbiano.

altimetria della salita di poggio mileto da torchiaro

 

discesa verso SP56

Finalmente si scende tirando il fiato verso la SP56

Dopo un paio di chilometri  prendiamo a sinistra per Contrada Collina. Si tratta di una lunga discesa con asfalto sconnesso, molto panoramica, che ci porterà fino all’imbocco con la SP102. Giriamo a destra e affrontiamo l’ultima fatica della giornata. Un tratto sempre asfaltato, ma con punte di pendenza del 17%, che ci porta al GPM di S. Ansovino. Svoltiamo a sinistra per Porto San Giorgio e prendiamo la SP206, affrontata in salita in La valle dell’Ete Vivo: il mare e la campagna. La vista della vallata, con il mare sullo sfondo, è il giusto premio dopo la fatica fatta. Torniamo presso il Fiume Ete e in pochi chilometri al punto di partenza, provando già la nostalgia per i bellissimi borghi fermani.

valle ete vivo

La Valle dell’Ete Vivo

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Showing 6 comments
  • Luca
    Rispondi

    Complimenti, un racconto bellissimo.. Pratico gravel nelle zone dell’entroterra fermano e maceratese, spero che l’ articolo da te scritto venga letto da più persone possibili in modo che possano anche loro godere di questi luoghi meravigliosi ma aimè dimenticati sempre più spesso…. Buone pedalate!

    • Fabio Marziali
      Rispondi

      Ti ringrazio Luca e mi fa molto piacere vedere che hai capito l’obiettivo di questo blog: promuovere il cicloturismo nel nostro bellissimo territorio. Io finora ho pedalato sempre su bici da corsa, anche se su strade molto poco trafficate che sicuramente conoscerai anche tu, ma da pochissimo tempo ho iniziato con la gravel, scoprendo stradine di cui ignoravo l’esistenza. Se ti va segnalami pure qualche strada da fare. Ho intenzione di creare altri percorsi di questo tipo. Buone pedalate anche a te, magari ci si incontra!

  • Davide
    Rispondi

    Sembra veramente un giro bellissimo nn vedo l’ora arrivi la. Sequoia così da provare questo bel giro.
    Grazie della descrizione.. Complimenti

    • Fabio Marziali
      Rispondi

      Grazie. E’ uno dei miei primi giri con la gravel. Di solito pedalo in bici da corsa, come puoi vedere leggendo i vari articoli del blog, ma mi sta piacendo moltissimo questa nuova esperienza. A dire la verità questo percorso io l’ho trovato molto impegnativo, soprattutto su certe discese, visto che non sono abituato, però alla fine l’ho portato a termine. Fammi sapere poi com’è andata.
      Un saluto!

  • Luca
    Rispondi

    Sicuramente ti manderò degli itinerari da fare zone Sarnano – Gualdo-loro Piceno ecc…. Ideale se si riuscirà a trovare un itinerario mare-montagna, tu continua così che hai perfettamente capito “lo spirito gravel”, non come chi parla del gravel in base all’ inclinazione di +2 o – 2 gradi del tubo ecc….

    • Fabio Marziali
      Rispondi

      Bene! Conosco quelle zone, ma solo dal punto di vista delle strade asfaltate. Sentiamoci presto, magari facciamo una pedalata insieme.

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