La bassa Valle del fiume Tenna

 La bassa valle del Fiume Tenna. Itinerario gravel che ci porterà dal mare di Porto Sant’Elpidio alle colline dell’entroterra della provincia fermana. Vie silenziose, strade bianche e sterrati nascosti. Qualche passaggio in suggestivi centri storici medioevali. Salite pedalabili e anche un paio di caratteristici “muri” marchigiani. Tutto questo in un percorso dall’alto valore paesaggistico.

Fondo stradale asfalto, breccia, sterrato e sampietrini
Lunghezza/length 80,9 km
Aumento di quota/elevation gain 1400 m
Quota minima/min elevation 2 m
Quota massima/max elevation 401 m
Pendenza massima/max slope 19%

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Il Fiume Tenna è veramente importante per me. Tutti i miei nonni provenivano da borghi appartenenti alla sua bella valle e fin da bambino ho ascoltato storie legate a questo corso d’acqua, dove nel passato si andava a lavare i panni e a fare il bagno in estate. In questo itinerario praticamente non ho mai mai perso di vista il fiume, qualche volta arrivando quasi a toccare le sue acque, in altre occasioni salendo sui crinali panoramici.

Un bel mattino di autunno parto da Porto Sant’Elpidio, naturalmente presso il B&B Pedalare con lentezza. Mi dirigo verso le colline attraverso la Strada Faleriense. Con qualche saliscendi supero la località Cretarola e raggiungo il lungo rettilineo posto in sinistra idrografica del Fiume Tenna. Dopo meno di due chilometri, in località La Luce,  giro a destra su Strada Piannenza, che presto diventa brecciata. Inizia una salita nel complesso pedalabile che mi porterà a Sant’Elpidio a Mare

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Prendo Strada Piannenza dalla Faleriense
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Dopo qualche centinaio di metri, presso una semicurva, prendo una stradina sterrata sulla destra. Mi ritrovo in mezzo ai campi. Il fondo è erboso. Il silenzio totale. Davanti a me il paese. Passo tra gli ulivi e mi ritrovo su via San Giuseppe. Continuo a salire in maniera dolce verso il borgo, famoso per la rievocazione medioevale La Contesa del Secchio.

Arrivo in prossimità delle mura e decido di entrare nel bellissimo centro storico. Affronto via Borgo Bartolucci con la sua pendenza al 12% e passo davanti Porta Marina. Proseguo sulla destra ed entro in paese attraverso Porta Romana.

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Lo sterrato in mezzo ai campi verso Strada San Giuseppe
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Porta Marina di Sant'Elpidio a Mare

Percorro Corso Baccio e arrivo a Piazza Matteotti, con la Perinsigne Collegiata di Sant’Elpidio Abate e la Torre Gerosolimitana. Mi infilo nei vicoli scoscesi per uscire dalle mura attraverso la caratteristica Porta Canale.

Dopo qualche centinaio di metri mi butto a sinistra in Strada Pozzetto, che presto diventa una classica strada bianca. Davanti a me la valle del Tenna, sulla destra una staccionata e il colle di Monte Urano che mi aspetta, sulla sinistra S. Elpidio a Mare, appena visitato.

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Piazza G. Matteotti a Sant'Elpidio a Mare
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La fontana di Porta Canale
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Si scende per Strada Pozzetto. Sulla destra il colle di Monte Urano.

Scendo tranquillamente godendomi la vista sulle colline. All’improvviso arrivo in fondo alla discesa e, dopo un tornante a destra, la strada si impenna, con una rampa tagliagambe al 15%. Prendo a destra la Strada Calcinara, una bellissima strada bianca che mi conduce, senza troppa fatica, alle porte di Monte Urano.

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Strada Calcinara, Monte Urano

A questo punto ho davanti a me un tratto di crinale, con tanti saliscendi tipici delle nostre strade collinari. Attraverso con molta attenzione la pericolosissima strada provinciale 219 Mezzina e mi avvio per una strada poco trafficata. Pedalando senza fretta e senza sforzarmi troppo, mi godo la vista sulla vallata del Tenna a sinistra e sulle colline con in cima i borghi maceratesi sulla destra. Sullo sfondo la catena dei Sibillini, ma anche l’inconfondibile sagoma del Monte San Vicino in lontananza sulla destra.

Supero l’incrocio per Torre San Patrizio e arrivo senza particolari sforzi alle porte di Rapagnano. Prima di entrare in paese, presso Contrada San Tiburzio, mi butto sulla destra in un bellissimo sterrato. Silenzio totale, qualche pozzanghera, una casa diroccata. Scendo un po’, poi inizio a salire. Una curva secca a sinistra e mi trovo ad affrontare un muro al 16% reso ancora più duro dagli scalini lasciati dai trattori. La rampa è breve, un centinaio di metri. Poi la stradina spiana e posso rifiatare prima di affrontare il tratto asfaltato di via Santa Maria, con pendenza sempre a doppia cifra, ma molto più agevole.

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Presso San Tiburzio di Rapagnano prendo lo sterrato a destra
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Si scende su sterrato verso Via Santa Maria

Prendo a destra e in meno di tre chilometri sono ad Alteta, dove trovo una provvidenziale fontana. Prima di continuare il mio percorso entro nel castello. Attraverso una porta puntellata arrivo alla piccola piazza. Un tempo questo borgo era un comune. Poi divenne frazione di Montegiorgio e purtroppo, come spesso accade in questi casi, venne progressivamente abbandonato dagli abitanti per diventare una sorta di paese fantasma. Faccio una chiacchierata con un signore del posto che rievoca i tempi d’oro di questo luogo affascinante e, dopo un po’, mi rimetto in marcia.

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La fontana presso Alteta
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La piazza nel borgo di Alteta

La discesa nel bosco, su strada bianca, di Contrada San Silvestro è bella, riposante ed emozionante. Difficile incontrare un’auto qui. Facile perdersi nei propri pensieri, con il silenzio rotto solo dallo strisciare delle ruote sulla breccia e sulle foglie secche. Troppo presto arrivo in fondo alla discesa, presso il Rio La Fosa. Inizia qui la salita verso Montegiorgio.

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La bella strada bianca di Contrada San Silvestro
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L’ascesa è nel complesso tranquilla. Meno di un chilometro di strada bianca, poi inizia l’asfalto. Qualche rampa intorno al 10%. Arrivo alla provinciale e la strada spiana considerevolmente. Raggiungo il paese. La tentazione di entrare in centro storico è forte. Così affronto il muro di via Andrea Passari, che con il suo 19% mi mette a dura prova. Attraverso il borgo ed esco, scendendo con qualche tornante, su via Delle Mura.

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Il muro al 19% di Via Andrea Passari
Montegiorgio
Montegiorgio
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Montegiorgio, centro storico
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Le mura di Montegiorgio

Esco dal paese e, dopo circa un chilometro, prendo a sinistra la bellissima strada bianca di Contrada Margiano. La discesa è riposante. Il panorama sulle colline e sulla vallata del Tenna è meraviglioso. Mi volto indietro e vedo il colle di Montegiorgio dove ero un attimo prima. Incontro una casa con un cartello che invita a fare attenzione ai bambini che giocano. Adoro questo genere di cose. Riparto con l’animo più allegro. 

La breccia lascia il posto all’asfalto. È abbastanza dissestato, come spesso accade quando si asfaltano frettolosamente le stradine secondarie. Riformulo dentro di me il pensiero che le strade bianche andrebbero tutelate e continuo a scendere per alcuni tornanti ripidi e stretti che costeggiano una vecchia cava dismessa.

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Contrada Margiano
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Contrada Margiano scendendo verso il Tenna
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Scendendo in Contrada Margiano incontro questo splendido cartello

Finisce la discesa. Prima di arrivare all’ultimo rettilineo verso la provinciale, prendo uno sterrato sulla destra. Si tratta del sentiero Viarum, ricostruito e raccontato da Marco Ramadori nel suo libro Camminando lungo il sentiero della Storia… Costeggio una bella vigna. Scendo per una rampetta sulla sinistra e mi ritrovo in una stradina interamente ricoperta dalla vegetazione. Percorro questo “tunnel” e la successiva stradina erbosa, che mi conduce all’asfalto di Cerquabella, famosa quercia secolare, morta negli anni ’80 del secolo scorso, di cui rimane oggi il fusto oramai secco. Qui, nel 1520, si svolse un sanguinoso scontro tra Ludovico Euffreducci e le truppe del vescovo Bonafede, chiamata Battaglia di Piane di Montegiorgio.

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In fondo alla discesa di Contrada Margiano prendo uno sterrato che si inoltra tra vigne e ulivi
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La piccola rampa da affrontare in discesa
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La vegetazione crea un vero e proprio tunnel
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Cerquabella

Supero la rotonda della provinciale 239 in direzione di Belmonte Piceno e, subito prima del ponte sul Tenna, scendo sulla sinistra, per una stradina brecciata che mi conduce a uno dei luoghi più suggestivi della zona: il Viale dei Cipressi Calvi, che raggiunge il massimo della bellezza proprio nel periodo autunnale. I colori sono talmente vividi da sembrare irreali. I cinquecento metri di questa fila di alberi monumentali finiscono troppo presto. Vorrei che questo piccolo pezzo di Nord America trapiantato qui nelle Marche durasse di più. 

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Il Viale dei cipressi calvi in Contrada Pian del Sasso a Piane di Montegiorgio
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Viale dei Cipressi Calvi
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Cipressi Calvi

Alla fine del viale prendo il sentiero alla destra del fosso. Dopo pochi metri i cartelli indicano la Cascata del Sasso. Di solito quando passo di qua in estate faccio una piccola deviazione e vado a “rinfrescarmi” con la loro spettacolare vista. Oggi tiro dritto per il sentiero sulla sinistra, che diventa sempre più stretto, costringendomi a prestare attenzione ad eventuali escursionisti.

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La Cascata del Sasso
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Passaggio presso il sentiero lungo-tenna

Finisce il sentiero e mi ritrovo a costeggiare l’Aviosuperficie Cesare Rossi di Montegiorgio. Un piccolo aereo decolla, mentre io pedalo sulla strada bianca ai margini della pista. Sembra di essere in un film. 

Prendo la provinciale e mi dirigo verso Grottazzolina. Supero il ponte sul Tenna, per poi andare a sinistra, per la provinciale 60. In località Capparuccia imbocco la Strada Girola. Si tratta di una stradina secondaria, parallela alla strada principale, posta sul tracciato di quella che un tempo era la gloriosa Ferrovia Porto San Giorgio-Amandola. Ritorno sulla provinciale per circa 500 metri, dopo i quali prendo a destra la Strada Comunale Montotto 2ª. Inizia la salita verso Contrada Montone di Fermo.

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Lungo l'Aviosuperficie Cesare Rossi
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La strada bianca si inerpica sul fianco della collina. I due tornanti iniziali costituiscono il tratto più duro, con la pendenza che raggiunge il 16%. Poi spiana per un po’. Mi fermo un attimo presso un casolare abbandonato dove la vista abbraccia tutta la vallata nel silenzio tipico di queste stradine. Poi ricomincio a salire e raggiungo la sommità, presso Contrada Montone.

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Inizia la salita su strada bianca verso Contrada Montone di Fermo
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Casolare abbandonato lungo la strada verso Contrada Montone

Prendo la strada asfaltata e con 3 chilometri di saliscendi sono a Fermo. Avevo deciso di entrare nel centro storico, come ho fatto in Città di Fermo, da Lido ai vicoli del centro storico, ma alla rotonda mi distraggo e continuo per la SP239 Fermana-Faleriense, di fatto uscendo dall’abitato. A questo punto decido di regalarmi un’ultima fatica: la Salita del Ferro.

Si tratta di uno dei Muri fermani, affrontati nella omonima manifestazione. Fino a qualche anno fa, quando non esisteva la variante, era una via trafficata. Oggi le auto sono veramente poche. Mi guardano in faccia circa cinquecento metri di rettilineo con pendenza media vicina al 13%, massima 17%. Affronto l’asfalto senza lasciarmi spaventare e arrivo in cima. Sulla destra vedo un muro con una scritta realizzata, credo, in occasione del passaggio del Giro d’Italia nel 2017.

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Il colle di Fermo da Via degli Appennini
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La scritta posta alla sommità della Salita del Ferro

Raggiungo il quartiere Tirassegno e mi dirigo verso Capodarco. In località Valloscura prendo a sinistra la Strada San Pietro Orgiano. Sono sul crinale. La vista spazia sulle colline circostanti ed il mare. Devo affrontare un paio di rampe con pendenza a doppia cifra poi sarà finita.

Inizia la discesa, ripida e veloce. L’azzurro dell’Adriatico davanti a me, con la sagoma di Monte Marino sulla destra. All’incrocio con la strada di Contrada Paludi vado dritto su uno sterrato pianeggiante che costeggia i campi coltivati. In estate al tramonto è bello godersi gli ultimi raggi di sole che colorano le balle di fieno.

L’avventura di oggi è praticamente finita. Con una stradina secondaria arrivo presso il ponte sul Tenna della Statale 16. Con molta attenzione attraverso la strada e torno al punto di partenza, ripensando già con nostalgia ai tanti luoghi suggestivi visti oggi.

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Scendendo da Contrada San Pietro Orgiano
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Il suggestivo passaggio sullo sterrato presso Contrada Paludi durante un tramonto estivo

B&B Pedalare con lentezza

Via Legnano, 96  63821 Porto Sant’Elpidio (FM)

Coordinate:  43.24569, 13.76299

Contatti: Tel Fabio 3356561216 

Email pedalareconlentezza@gmail.com

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