Fargno, dove osano le gravel

 In Itinerari gravel

La Forcella del Fargno raggiunta da Fiastra. Una salita lunghissima su strada brecciata di montagna. La vista sul lago. I pascoli in quota. L’imperiosa presenza del vento. La sosta in un rifugio leggendario. La discesa panoramica su Pintura. Difficilmente sarà possibile trovare un itinerario maggiormente gratificante ed epico da fare in gravel nelle Marche. Benvenuti al Fargno, nel cuore dei Sibillini.

 

Tabella riassuntiva del percorso
Lunghezza 70,0  km
Aumento di quota stimato    che significa? 2.000 m
Quota minima 484 m
Quota massima 1836 m
Pendenza massima 12%
Tabella chilometrica  tabella
Traccia gpx      tutorial download
Salite principali  
Forcella del Fargno da Fiastra  altimetria

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Forcella del Fargno. Siamo nel cuore dei Monti Sibillini. Le strade che la raggiungono possono essere considerate le più panoramiche delle Marche. Da qui si gode di una vista eccezionale che comprende il Pizzo Berro, la Val di Panico, la parete Nord del Monte Bove e naturalmente le colline in lontananza verso Est, che si vanno a perdere nell’azzurro del cielo e del Mare Adriatico. Non ho dubbi nell’affermare che l’itinerario proposto sia tra le più spettacolari esperienze che si possano fare con una gravel nell’intero territorio marchigiano. Va detto però che si tratta di un itinerario per esperti e ciclisti allenati. In 70 chilometri si accumula un dislivello di circa 2000 metri. Questo può sembrare non eccezionale, ma occorre tenere presente che più di 1000 metri sono rappresentati dalla salita del Fargno da Fiastra, dove il fondo stradale è costituito da breccia a volte grossolana e smossa, tipica delle carrarecce di montagna. Questo rende l’ascesa più difficoltosa di ciò che potrebbe sembrare da una prima lettura delle pendenze. Inoltre scendere dal Fargno verso Pintura richiede attenzione, sempre a causa del fondo stradale, che qui è di solito particolarmente dissestato. Questa strada, molto panoramica, nella stagione fredda viene chiusa completamente perché interessata da slavine e accumuli di neve, quindi è necessario informarsi sulla possibilità di percorrerla prima di avventurarsi in queste zone in primavera. Inoltre occorre badare bene alle condizioni meteo, che da queste parti possono essere estremamente proibitive, soprattutto per il vento, che raggiunge velocità impressionanti. Detto questo, avendo un buon allenamento e la giusta tecnica e beccando la giornata non impossibile, il divertimento e la soddisfazione sono assicurati.

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Il rifugio presso la forcella del Fargno, punto più alto del percorso

Partenza fissata a Morichella, presso Pian di Pieca, in territorio di San Ginesio, vicino a un bar che tutti i ciclisti della zona conoscono. La salita verso Monastero, lungo il versante sud della Valle del Fiastrone, in molte uscite viene considerata uno spettacolo da non perdere. Per noi oggi è un buon riscaldamento, visto quello che ci aspetta.

Scendiamo verso il Lago di Fiastra e ci godiamo la vista delle acque azzurre incastonate tra le sponde rocciose. Una breve salita ci porta da San Lorenzo al Lago al borgo di Fiastra, dove consiglio una sosta per alimentarsi e per fare scorta d’acqua prima di affrontare la principale fatica della giornata. Da qui fino al rifugio in prossimità del GPM del Fargno infatti non troveremo più acqua o cibo. Il mio consiglio, specialmente in Estate, è quello di portare un paio di borracce e qualcosa da mangiare. La strada è praticamente tutta scoperta e lunga 20 chilometri. Restare senza niente da bere e magari con una crisi di fame in mezzo alla salita non è auspicabile.

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Le acque azzurre del Lago di Fiastra

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San Lorenzo al Lago

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La strada del Fargno parte da una fontana al limite del centro abitato. I primi tornanti sono ancora poco scoperti e di solito vedo il garmin spegnersi un paio di volte per un’interferenza elettromagnetica probabilmente dovuta a un ripetitore costruito nella zona. Dopo poco la vista si allarga e salire diventa quasi un piacere, con il Lago di Fiastra e i suoi colori irreali che ci fa compagnia verso Est sempre più sotto di noi.

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La fontana posta all’inizio della strada per il Fargno, a Fiastra

Continuiamo a salire. Non vediamo più il lago. Incontriamo la Fonte del Pozzo, sulla sinistra, che però spesso è praticamente asciutta. Comunque approfittiamo per una sosta e una foto. Di soste se ne faranno sicuramente molte durante l’ascesa; piccole fermate per una foto, per mangiare qualcosa o solo per godersi il silenzio della montagna, la voce del vento e la vista spettacolare, perché non è possibile da queste parti tenere lo sguardo fisso sul ciclocomputer o sulla strada davanti a sé. Comunque sarebbe un peccato.

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Il Lago di Fiastra dalla strada per il Fargno

Verso il chilometro 9 la breccia si fa più grossa e smossa e la pendenza notevole. Questo è il tratto più duro. Il fondo è dissetato e la pendenza raggiunge spesso il 12%, valore massimo della salita. Sono un paio di chilometri, dopo i quali la strada spiana notevolmente, avvicinandosi ai pascoli denominati Piani di Pao. Qui non è raro incontrare greggi di pecore con i pastori e i bellissimi cani bianchi maremmani, di solito assolutamente non aggressivi. Ricordo sempre che è bene conoscere il comportamento da tenere con i cani da guardiania quando ci si avventura in questi ambienti. Ho raccolto la mia esperienza al riguardo in Cani. I migliori nemici dei ciclisti?.

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La breccia si fa grossolana salendo verso i Piani di Pao

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Situazione tipica che si può trovare lungo la strada per il Fargno presso i Piani di Pao

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Incontro ravvicinato con un abitante dei Piani di Pao

Si scende un po’, sulla breccia grossolana, facendo attenzione, e si raggiunge l’incrocio con la strada proveniente da Casali di Ussita. Inizia l’ultimo tratto della salita, quello più spettacolare. La pendenza è del 9%, ma sembra maggiore, per via dei sassi e degli scalini presenti. Dopo il primo tornante a destra la vista si apre sulla valle di Ussita e sul Santuario di Macereto, che osserviamo sotto di noi. Subito dopo appare il Monte Bove. La sua parete maestosa ci accompagnerà fino alla fine della salita.

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Presso i Piani di Pao la strada per il Fargno da Fiastra si congiunge con quella proveniente da Casali di Ussita

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Panoramica della strada del Fargno presso i Piani di Pao

Dopo un po’ la strada spiana sensibilmente. Da qui fino al GPM sarà solo un godersi il paesaggio e il silenzio della montagna. Poco prima di arrivare al punto più alto, sulla sinistra troviamo un capanno dei pastori. Qui le pecore sono sempre presenti, come sono presenti alcuni cani, che di solito dormono beati al bordo della strada, non mostrando alcun interesse per il ciclista che passa a pochi metri di distanza. Almeno per me è stato sempre così.

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Nel tratto finale verso il rifugio la strada spiana e ci si gode il paesaggio

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Il maestoso Monte Bove e la Val di Panico dalla strada per il Fargno

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I sonnolenti guardiani del capanno dei pastori nel tratto finale della strada del Fargno

Arriviamo finalmente in vista del Rifugio del Fargno. Il rifugio è stato costruito nel 1968, con una forma ottagonale per resistere ai fortissimi venti che qui si abbattono frequentemente. Nella bella stagione c’è il servizio ristorante. Naturalmente, dopo 20 chilometri di salita brecciata è davvero difficile non entrare e mangiare una tagliatella o una polenta con i funghi a 1800 metri di quota.

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Il rifugio del Fargno

La discesa verso Pintura di Bolognola può essere impegnativa. Il fondo è dissestato, con breccia ammucchiata e scalini. A sinistra il dirupo. Tuttavia la pendenza non è mai elevata, non ci sono tornanti e la sede stradale è piuttosto larga, per cui, facendo la dovuta attenzione e non prendendo velocità, vista la presenza diffusa di escursionisti, si scende senza grossi problemi.

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La vista sulla strada panoramica per Pintura di Bolognola dal rifugio del Fargno

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La strada panoramica Fargno-Pintura di Bolognola, tra sole e nuvole minacciose

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Particolare della strada panoramica Fargno-Pintura di Bolognola

Poco prima di raggiungere l’asfalto, sulla destra, troviamo una panoramica e molto gradita fonte di acqua freschissima. Riempiamo la borraccia e affrontiamo la facile salita verso il Valico di Santa Maria Maddalena, punto finale delle mitiche salite di Sassotetto e della Laminox.

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La fonte lungo la strada panoramica tra il Fargno e Pintura di Bolognola

La discesa per i tornanti della strada Sassotetto-Sarnano è veloce e divertente, con un fondo stradale praticamente perfetto. Poco prima di arrivare al centro abitato di Stinco prendiamo la stradina a sinistra. Potremmo proseguire la discesa comoda fino al centro di Sarnano e poi tornare a Pian di Pieca per la provinciale, ma questo è un itinerario gravel e mi è sembrato opportuno inserire una variante molto meno trafficata e più suggestiva.

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I tornanti della divertente discesa Sassotetto-Sarnano

Ci avventuriamo in una stradina asfaltata ma dissestata, con tratti brecciati. Presso Contrada Campanotico prendiamo a sinistra una strada sterrata che scende dentro il bosco. Arriviamo all’asfalto che ci porta al caseggiato di Terro, dove prendiamo una brecciata che ci conduce fino al piccolo borgo di Vallato con una piccola rampa al 15%. Qui prendiamo la SP112 per un piccolo tratto, per lasciarla presso la località Cerqueto, dove inizia l’ultimo tratto sterrato in leggera discesa, che ci riporta sulla SP91 in prossimità del punto di partenza.

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La stradina scende nel bosco verso Terro

Uno spuntino al bar, magari approfittando dei tavoli all’aperto, è quello che ci vuole per riposarsi e ricordare la giornata e quei momenti di fatica, ma anche di pace che solo la montagna può regalare. Resterà sicuramente la voglia di tornare in un luogo tanto magico come il mitico Fargno.

 

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