Sassotetto, la salita regina dei Sibillini

 In Itinerari corti

Sassotetto da Sarnano. La più famosa, la più conosciuta, per alcuni la più ostica salita dei Sibillini, inserita in un classico itinerario ad anello dove si può apprezzare la bellezza della montagna marchigiana, la vista che spazia fino al mare, il Lago di Fiastra, il borgo di Bolognola, il comune più alto delle Marche…

 

Tabella riassuntiva del percorso
Lunghezza 53,1  km
Aumento di quota stimato    che significa? 1250 m
Quota minima 484 m
Quota massima 1446 m
Pendenza massima 12%
Tabella chilometrica  tabella
Traccia gpx           tutorial download
Salite principali  
Valico S.M. Maddalena (Sassotetto) da Sarnano   altimetria

 

sassotetto-profilo-altimetrico

 

Non è la salita più dura della zona. La Laminox la supera certamente per difficoltà. Probabilmente non è la più bella e nemmeno la più panoramica, se la confrontiamo con Forca di Gualdo da Castel Sant’Angelo sul Nera, purtroppo tuttora chiusa in seguito ai terremoti del 2016. Ciò nonostante il nome Sassotetto evoca in ogni ciclista marchigiano il ricordo della sofferenza patita sulle sue rampe e la soddisfazione provata nello scalare i suoi meravigliosi tornanti. Poi c’è la storia. Di qua passò Michele Scarponi nel 2009, insieme a Basso, Nibali e Garzelli, per andare a conquistare, a Camerino, la vittoria della tappa della Tirreno-Adriatico e la maglia azzurra, che avrebbe portato fino alla fine, a San Benedetto del Tronto. Oggi molte cose sono cambiate da allora. Purtroppo l’Aquila di Filottrano è volata via nel cielo e i bellissimi borghi dei Sibillini hanno dovuto subire la violenza distruttrice di una serie terribile di terremoti. Sassotetto però, con i suoi splendidi tornanti, è ancora lì, ad aspettare i ciclisti che ogni fine settimana arrivano a mettere alla prova le loro gambe e il loro fiato.

La partenza del nostro itinerario è a Pian di Pieca, all’incrocio tra la SP502 e la SP91, presso un bar alimentari conosciutissimo dai ciclisti della zona. Iniziamo a pedalare in mezzo a questo piccolo altopiano a volte sferzato da fastidiose raffiche di vento. La strada è dritta e bella. Lo sfondo, verso Sarnano, presenta i Sibillini in tutto il loro splendore. Quelle cime saranno nostre oggi.

pian di pieca

Da Pian di Pieca verso Sarnano

Il segmento fino al borgo di Sarnano è l’ideale per scaldarsi prima della salita che ci attende. Si sale dolcemente fino a Gabella Nuova per poi scendere e risalire ancora verso il paese. Le pendenze sono comunque quasi trascurabili. Sarnano è un borgo caratteristico, con fontane e mura antiche. Potremo visitare il suo centro storico in seguito. Presso i giardini di Piazza della Libertà svoltiamo a destra e proseguiamo in direzione Sassotetto.

Le fontanelle di Sarnano

Le fontanelle di Sarnano

Dopo circa un chilometro e mezzo inizia la nostra salita regina. Incontriamo subito la Fonte dei Brilli sulla destra. Questa è l’ultima possibilità di rinfrescarsi e di riempire la borraccia prima dello svalico. Dopo circa un chilometro, dietro il curvone a destra in prossimità di un ristorante, inizia una serie di curve a zig zag, divertentissime da affrontare in discesa, dove la tentazione di mettere rapporti lunghi e alzarsi sulla sella è grande. In realtà il primo tratto della salita verso Sassotetto è tutto sommato pedalabile, anche se in un paio di casi si raggiunge la pendenza del 10%. Occorre però fare attenzione a non strafare, perché il tratto più impegnativo dell’ascesa è quello centrale. Chi non conosce la salita di solito fa l’errore di forzare l’andatura qui per poi andare in crisi nel tratto centrale.

La Fonte dei Brilli a Sarnano

La Fonte dei Brilli a Sarnano

altimetria-salita-sassotetto-sarnano

Dopo il centro abitato di Piobbico si inizia a fare sul serio. In poco più di 6 chilometri si sale di oltre 500 metri, lungo un tratto di strada in cui la pendenza media si attesta su 8,4%. Segmenti di circa 500 metri con pendenza prossima o anche superiore al 10% si alternano ai tratti di respiro in prossimità di sei tornanti. Questo è il tratto più duro dell’ascesa. Poi, dopo i tornanti più belli e panoramici, la strada spiana e possiamo prendere fiato per osservare il panorama sulla sinistra e renderci pienamente conto della quota che abbiamo conquistato.

Gli ultimi tornanti prima di Sassotetto

Gli ultimi tornanti prima di Sassotetto

Ma non è finita. Arriviamo presso il bivio per la località turistica di Sassotetto, con i suoi alberghi, e svoltiamo a destra verso Bolognola. Il valico non è lontano, ma ci aspettano ancora un paio di tornanti velenosi e pendenze ostiche prima del rettilineo finale, caratterizzato da pendenza dolce e vista mozzafiato sulla sinistra.

sopra sassotetto

Le ultime rampe verso il valico di Santa M. Maddalena, sopra Sassotetto

panorama valico s maddalena

Lo spettacolare panorama avvicinandosi al valico di Santa M. Maddalena

Il valico di Santa Maria Maddalena è bellissimo. Il cartello si legge male, ma noi sappiamo benissimo di essere vicini ai 1500 metri di quota. Siamo in prossimità di un incrocio. A sinistra una stradina che riporta a Sassotetto. A destra la strada sale ancora verso i Piani di Ragnolo. La più fotografata casetta dei Sibillini ci saluta dalla destra mentre proseguiamo dritti verso Pintura. Le mucche al pascolo ci guardano con aria interrogativa.

Valico di Santa Maria Maddalena

Valico di Santa Maria Maddalena

casetta valico santa maria maddalena

Casetta presso il valico di Santa Maria Maddalena

mucche s maddalena

Mucche al pascolo presso il valico di Santa M. Maddalena

La discesa fino a Pintura è rilassante e spettacolare. Le pendenze lievi consentono di godere della meravigliosa vista sui Sibillini e della famosa strada del Fargno. Dopo Pintura la discesa diventa impegnativa e pericolosa. Il fondo stradale sconnesso, la pendenza prossima al 10% e i tornanti stretti richiedono la massima attenzione.

strada che scende a Pintura di Bolognola

La spettacolare strada che scende a Pintura di Bolognola

In pochi minuti raggiungiamo il borgo di Bolognola, che, con i suoi 1070 metri di quota, è il comune più alto delle Marche. Sulla sinistra l’acqua scorre da una fonte quasi nascosta. Riempiamo la borraccia e proseguiamo per una lunga e piacevole discesa, in cui dobbiamo solo stare attenti a non farci rapire troppo dal paesaggio sulla vallata del Fiastrone sulla sinistra. Il fondo stradale non è sempre perfetto e dietro le curve potrebbe sempre esserci un’auto, specialmente in Estate. La strada scorre tranquilla sotto le ruote, ma una sosta presso le famose fontanelle di Acquacanina è obbligatoria. L’acqua è eccezionale e quasi sicuramente capiterà di incontrare qualcuno che riempie damigiane o altri ciclisti che affrontano la salita da questo versante. Ho descritto queste ottime fonti in Le sette migliori fontanelle dei Sibillini….

fonti di acquacanina

Le famose fonti di Acquacanina

Continuiamo a scendere e raggiungiamo San Lorenzo al Lago. Finisce la discesa e pedaliamo per quasi quattro chilometri guardando le bellissime e riposanti acque del Lago di Fiastra. Se abbiamo bisogno di una sosta per mangiare o riposarci un attimo questo è il posto giusto. Difficile comunque non fermarsi a fare qualche foto a questo meraviglioso luogo.

fiegni sul lago di fiastra

Il belvedere sul Lago di Fiastra, sullo sfondo Fiegni

lago di fiastra

La vista sulle tranquille acque del Lago di Fiastra

Superiamo la diga, presso la quale parte il sentiero per la bellissima escursione alle Lame Rosse, e iniziamo a salire verso Monastero. Abbiamo percorso questa strada, in senso inverso, in Macereto: l’altopiano incantato. La salita è molto pedalabile e non impegnativa. Presto si ricomincia a scendere verso Monastero. Attraversiamo anche una piccola galleria, con grandi finestre con vista spettacolare sulla vallata del Fiastrone.

galleria su strada del fiastrone

Galleria lungo la strada tra il Lago di Fiastra e Monastero

Galleria di Monastero

Le finestre sulla valle del Fiastrone presso la galleria di Monastero

discesa da Monastero

La discesa da Monastero verso Pian di Pieca

Dopo Monastero la discesa diventa veloce, ma comunque riposante. E’ meglio comunque fare attenzione ai sassi che possiamo trovare in mezzo alla strada, che è scavata nella roccia calcarea. Dopo pochi chilometri la discesa finisce e rimane l’ultimo tratto, di 3,5 km; da pedalare in tranquillità fino al punto di partenza.

Se ti è piaciuto questo articolo ti chiedo di condividerlo con i tuoi amici tramite i pulsanti social presenti qui sotto. In questo modo darai il tuo contributo alla crescita di questo blog. Grazie.

Post suggeriti

Leave a Comment

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca